è tutto un Manga Manga

da CHIARIMENTO di Roberto Corradi

Ok, vi racconto com'è andata. Qualcuno potrebbe dire che questo libro è "figlio dei manga", citando più o meno volontariamente il pezzone a tema di un po' di anni fa di Io, Carlo. No, questo figlio è libro ehm... questo libro è figlio del "Coviddiciannove". O, per dirla meglio, è figlio della reclusione forzata - nel mio caso anche di autoesiliato in terra polacca - a cui siamo stati tutti sottoposti grosso modo da marzo a maggio. Diversamente non saprei dire se e quando avrei trovato tempo e mi sarei imposto di recuperare e riordinare i tanti foglietti su cui avevo schizzato in tempi diversi robottini e robottoni, avviare le pratiche di pulizia delle bozze e scontrarmi ancora una volta con quella gran rottura di scatole che va sotto il nome di "inchiostrazione". Perchè, ci tengo a farvelo sapere, il processo creativo, quello che solletica e diverte mano e mente e affascina chi segue da lontano, si esaurisce non appena lo scarabocchio a matita prende forma sul foglio bianco. Tutto quello che viene dopo, per quanto gratifichi l'occhio, richiede tempo, applicazione e costa fatica. Soprattutto se, come succede a chi scrive, si tende a curare il dettaglio.
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da Note finali di The Hand

Il dover disegnare l'uno dietro l'altro i robottoni che hanno sfilato in queste pagine mi ha inevitabilmente riportato indietro nel tempo. E' stato come riaprire delle vecchie scatole di ricordi e tornare a scuola. Perché nella maggior parte dei casi li disegnavo quando ero lì, annoiato dalle lezioni. Su qualunque superficie: diari, libri, dietro la lavagna, ma anche direttamente sulle sedie, sopra e sotto i banchi, ed era bello notare come qualche volta chi puliva mi faceva ritrovare all'indomani i disegnini intatti. Quei banchi color verdementa pieni di graffi e con i bordi consumati dal tempo -ritengo col senno di ora- avessero una potenza intrinseca che stimolasse la creatività molto più della scrivania bianca di casa. Ecco perché mi sono sempre piaciute le seconde fila e in assoluto l'ultima, con il muro da scarabocchiare alle spalle. La retrovia della pacchia, per questo e tanti altri motivi...
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