Parlano di Noi

<<Ho cominciato a correre perché sentivo di doverlo fare. Io, che avevo sempre etichettato chi sgambettava per strada o nei parchi come gente con qualche rotella fuori posto, che si autopuniva con tutta quella inutile fatica. Poi un giorno ho comprato un paio di scarpe da running. Come teleguidato, consapevole del fatto che presto o tardi si sarebbe presentata l’occasione per incorniciare certi momenti>>. L’occasione per Maurizio “The hand” Di Bona, che di professione fa il fumettista, è arrivata con le 100 tavole che costituiscono “Cose da runners”, vizi e virtù del popolo che corre, un libro nel quale attraverso l’arma dell’ironia, l’autore prende in giro il mondo vario e colorato del podismo del quale fa parte da alcuni anni, “tapascione” classico, quel genere di corridore che con <<ritmo stabile, costante e regolare avanza come una gif animata a cui bastano pochi frame ripetuti in un loop per raggiungere Achille e la tartaruga, infischiandosene dello spazio-tempo>>. Dopo fiumi di inchiostro impiegati per disquisire sul valore filosofico della corsa, sull’ampiezza del fenomeno sociologico che essa rappresenta, sull’importanza salutista che tale attività riveste nella vita di chiunque vi si accosti e sui risvolti positivi dal punto psicologico registrati da chi la pratica, la lente deformante della satira dà vita ad una ricchissima galleria di “tipi” umani resi indimenticabili dalla esasperazione quasi grottesca di comportamenti comuni che ben rappresenta alcuni tratti caratteristici della psicologia del podista, quasi sempre nella declinazione maschile/femminile. Ciascuno incarna qualcosa di noi stessi o dei nostri “compagni di strada”, chi non ha incrociato almeno una volta nella vita “Il Forsennato”, quello che vedi <<sfrecciare sul rettilineo come uno scippatore che deve guadagnare terreno per distanziare gli sbirri alle calcagna. Ginocchia inutilmente alte, braccia che mulinano come quelle di certi giocattoli a molla rotante, e mani esplose, con falangi, falangine e falangette a tagliare l’aria a mo’ di asterischi stabilizzatori>>. Tavola dopo tavola prende vita una catalogazione che è uno spasso e, con un acume classificatorio degno di Linneo, individuata la macro categoria del podista, Maurizio Di Bona procede alla definizione di decine di sottocategorie di una ricchissima “fauna” osservata e fissata con un tratto di penna inconfondibile e descrizioni fulminanti. Ecco allora, per esempio, “L’Improbabile”, riconoscibile dalla <<fruit of the loom bianca e slargata rigorosamente all’interno di una tuta che starebbe a pennello a un merlo di uguale stazza>>, “Il Traino”, <<la fata con le natiche disegnate col compasso>>, capace di far registrare al podista <<azzeramento dell’acido lattico, raddrizzamento istantaneo della postura, acquisizione dei raggi X, pulsazioni in modalità reggae>>, o ancora “Il Robottino” che <<macchinoso e lezioso, non taglia l’aria, la mette in disordine>> e infine “Il Muto”, capace di mettere <<in fuga anche le donne che, attratte dal sintomatico mistero celato dietro i Ray-ban, provano a capire di che pasta è fatto e che voce ha, salvo poi rimbalzare e tornare con l’espressione da cane bastonato>>. Nel giro delle proprie frequentazioni, poi, di certo non manca “Il Fenomeno” quello che, <<agonista da sempre, le gare le fa tutte: 10 km, 15 km, 18 km, competitive e non competitive, diurne e notturne, mezze maratone, maratone, ultramaratone>>, “Il Salve Salvino” che <<dispensa ciao e sorrisi ovunque e indistintamente, perché il solo correre non lo fa sentire abbastanza e a pieno titolo uno della comunità>> o “L’ex Body Builder” per il quale <<gli anni passano e si accumulano tutti sull’addome, un tempo stretto e scolpito da Michelangelo e ora gonfio come quello di Babbo Natale>>. Specchio fedele della società, il mondo del podismo raccoglie egocentrici, narcisisti, ambiziosi, nevrotici, evergreen che Maurizio Di Bona ha osservato e descritto con salace ironia ma, in realtà, “Cose da runners” rivela sempre la bonomia sincera di chi ama la corsa e la vita. Ed è questo, in fondo, che lo rende un libro da inserire tra le proprie letture, da sfogliare e “guardare”, giusto per non cedere alla tentazione di prendersi troppo sul serio.

Maria Teresa Stasolla - Runner's World luglio 2016

Maurizio di Bona ha un bel tratto, ed è un buon osservatore. Perché bisogna sapersi guardare in giro per realizzare una serie di tavole che riassumono vizi e virtù di un popolo in marcia, anzi in corsa. Da poche settimane in vendita è arrivato “Cose da Runners“, il suo libro con cento illustrazioni a fronte delle quali Maurizio – che è un tapascione esperto – ha anche descritto le sue vittime. Che alla fine siamo noi, perché correndo in giro per il mondo (ha cominciato in Germania otto anni fa, ha continuato tra Irlanda...

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Esiste una particolare specie umana che a un certo punto, senza apparente motivo, compra un paio di scarpe da ginnastica e inizia a correre: la scienza li definisce "runner", traducibile in italiano come "corridore". Maurizio Di Bona, in arte "The Hand", ne è il principale studioso: disegnatore e autore satirico che - dopo averci raccontato personaggi del cinema e della musica - si è dedicato allo studio di questo bizzarro animale, il runner, appunto. Con un metodo scientifico degno di Konrad Lorenz, il volume-catalogo "Cose da Runners" ci offre cento schede, corredate da altrettante illustrazioni, che inchiodano sulla carta i tic e le particolarità dei diversi tipi di corridore. C'è il nero che ti fa venire il dubbio che, mentre tu scendi in pista 1/2/3 volte a settimana, lui sia sempre lì perchè pur scompaginando orari e giorni, lo becchi tutte le volte. Oppure "la bella e la bestia", che corrono in coppia a volte in modalità "rockstar", cioè lei - minuta - davanti a lui - enorme - dietro a mo' di bodyguard. E che dire de il "traino"? Culo di "runner girl" che trasforma un omino ansimante in una specie di locomotiva. Insomma l'intera comunità dei runner raccontata in cento declinazioni alle quali bisognerebbe aggiungerne una: "il vignettista" che, mentre corre e suda, matita alla mano, traccia l'impietosa identikit dei suoi compagni d'allenamento.

Mario Natangelo - il Fatto Quotidiano del 11/05/2016

“La politica mi ha un po’ stufato e allora mi sono messo a disegnare chi corre…”. Vignette e satira, così è nato “Cose da Runners” un libro da 100 illustrazioni sul mondo della corsa. Vignette e satira così per ridere e far sorridere perchè quello è il mestiere di Maurizio Di Bona, 45 anni napoletano errante, ex vignettista di satira politica per l’Unità e Il Fatto Quotidiano. Tratti che raccontano tratti...

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Ci sono proprio tutte. Tutte le anime, le caratteristiche, le manie e le curiosità di ogni singolo componente del grande popolo dei corridori. Chiamarli "runners" fa più fico, ma non rende al meglio l'idea: corridore, colui che corre. Chi per allenamento , chi per piacere, chi per buttare giù qualche chilo di troppo , chi solo per fare attività all'aria aperta. Maurizio "The Hand" Di Bona nel suo libro Cose da Runners - Vizi e virtù del popolo che corre analizza le tipologie del corridore, li disegna (è vignettista di talento) e li descrive. E mentre leggi il libro e osservi le tavole, ti sembra di vederli trotterellare accanto a te: il maniaco delle ripetute, il grande saggio del riscaldamento, il purista dell'alimentazione, la professionista della chiacchiera itinerante e il fissato dell'abbigliamento e degli accessori tecnici. Insomma tutte, ma proprio tutte, quelle strane figure che popolano giardini e parchi soprattutto nei week end e che hanno trovato nella corsa il passatempo eletto. Quelli poi, particolarmente convinti che decidono addirittura di disputare persino delle gare, fanno storia a se'. Quando l'hobby sconfina nell'agonismo (il più delle volte la sfida è contro se' stessi), il confine tra sana regola di vita e lucida follia si assottiglia fino quasi a scomparire. Da podista esperto Di Bona osserva tutte queste "maschere" e le riproduce su carta, con ironia e cura, arrivando a confezionare un campionario completo. Per tutti ha un soprannome e un tratto di matita delicato. Di ogni runner - o presunto tale - elenca virtù (poche) e aberrazioni, caratteri e andature, vocazioni e movenze, inclinazioni e disturbi. Il capitolo "il traino" merita un discorso a parte. Se una gara come la maratona fosse inquadrata da una telecamera posta su un elicottero, ci si accorgerebbe che una volta sfilato il plotoncino degli agonisti veri (i top-runner) - nel resto della truppa gruppi di disperati si trascinano in cerca di un punto di riferimento, un "traino" appunto. Nella maggior parte dei casi il trascinatore è un bel fondoschiena che calamita l'attenzione e in un amen fa dimenticare acciacchi e fatiche. Scrive Di Bona è "un elettrocalamita perfetta che trasforma in un battibaleno un omino curvo, sfiancato e ansimante in una sorta di locomotiva a spinaci selezionati e cotti a vapore da Popeye in persona". Chi corre conosce la situazione... E non potrà non ricordare anche quelle altre figure che rendono così unico partecipare a una competizione podistica: la mamma che si fa tutta la gara spingendo un passeggino ipertecnologico (col bimbo che dorme a bordo) oppure quello che non se la sente di lasciare a casa il cagnolino e lo obbliga a sfiancarsi, spesso sottoponendolo all'umiliazione del pettorale ad hoc.

Massimo Filipponi - L'Unità del 13/05/2016

Correre non è solo un’attività sportiva, ma una filosofia di vita. Ogni “runner” ha il suo modo di interpretare la “corsetta” quotidiana. Non più semplice attività fisica, ma vera e propria visione del mondo. Secondo uno studio commissionato nel 2015, dal marchio americano “Brooks”: sono 6 milioni gli italiani che praticano la corsa campestre o su pista. Di conseguenza esistono diverse “specie” di runner, dal corridore esagitato, a quello più rilassato, senza dimenticare quelli che corrono con attrezzature e vestiari tra i più improbabili...

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Marzo ha visto uscire dalla tipografia Cose da Runners, atlante di umanità podistica in forma di disegni satirici e testi usciti dalla matita di Maurizio Di Bona. Napoletano, 45 anni, Maurizio ha dato un volto, una sagoma e una storia a 100 tipologie di corridori: dal Forsennato alla Selfie Addicted, dal Full optional all'Oversize, dai Bla Bla Blanners al Sensodicolpista, dal Piacione a Mr.Onion, dal Birramaniaco al Solo Chiacchiere e Frequenzimetro, passando, e non poteva essere altrimenti, dal Maratoneta e dal Tapascione. Una catalogazione della specie ma niente di serio - precisa Maurizio -. Qui tutto è guardato attraverso la lente deformante della satira e il lavoro va visto come il risultato algebrico di due considerazioni: "disegno e sono felice" + "corro e sono felice". Il libro è aperto dalla prefazione di Franz Rossi, editore di X.Run.


Chi corre, con il passare dei chilometri, spesso perde il dono dell'autoironia. A donarglielo nuovamente potrebbe essere il libro di Maurizio Di Bona che, con i suoi disegni e le sue descrizioni, tratteggia un esilarante zoo umano. Dall'Hipster al Vecchio Leone, dallo Spanciato all'ex-ciclista, dalla Speedy Mum alla Solo-Chiacchiere-e-Scarpette-Fluo. Un bestiario in cui molti rivedranno (almeno) un amico. O se stessi.

da TuttoSport del 23/04/2016

La corsa in definitiva è secondo me uno degli sport agonistici più belli e profondi, ma ha i suoi lati oscuri. Nonostante quel profondo senso di umanità, ogni corridore è una specie animale a se stante. Mille varietà di corridori esistono nel mondo e Maurizio “The Hand” Di Bona li ha descritti all’interno del libro illustrato Cose da Runners: Vizi e virtù del popolo che corre, che abbiamo letto e tra una risata e l’altra ci ha illustrato i vari tipi di corridori...

Vai all'articolo di Rostislav Kovalskiy...

Il titolo della prefazione, affidata e firmata da Franz Rossi, nome conosciuto nel mondo del podismo e delle ultra maratone, è “Gente allegra il ciel aiuta”, input e suggerimento sul concept del progetto di “The Hand”, che si conclude con una delle frasi simbolo della figura dell’amatore: “correre è prima di tutto sapersi divertire”. E’ un libro adatto a tutti, sia per il contenuto che per lo stile; è adatto agli sportivi, di nome e di fatto, che sanno ridere e sorridere...

Vai all'articolo di Giovanna Barone...